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     INFORMAZIONI IN PILLOLE SULLA SANITA'

     

    1) Liste di attesa ed intramoenia allargata
    Il Ministro alla Salute Livia Turco ha fatto inserire un emendamento  all'interno del disegno di legge di conversione del decreto legge 223 del 4 luglio scorso (il cosiddetto 'decreto Bersani'). Il contenuto dell'emendamento definisce infatti "temporanea" e "Straordinaria" la possibilità di autorizzare da parte dei direttori generali delle aziende la libera professione negli studi privati o nelle strutture non accreditate. E indica per le Regioni che non l'abbiano già fatto la necessità di predisporre le modalità con cui Asl e Ao dovranno trovare idonee strutture e spazi distinti per l'intramoenia.
    Il Decreto Legge 223/2005 aveva predisposto un fondo specifico proprio per favorire la ristrutturazione ma, ad oggi, risulta ancora non speso il 50%, per un totale di 412 milioni di euro non ancora utilizzati.
     
    2) Gestione del dolore acuto e cronico
    All'interno dello stesso decreto Bersani, è stato aggiunto un ulteriore emendamento che prevede la semplificazione della prescrizione di farmaci per il "dolore severo". Tale emndamento prevede le seguenti novità:
    1° novità:
    Se il decreto fosse approvato, per le strutture sanitarie non sarà più necessario utilizzare il ricettario speciale a ricalco (che resta valido per chi opera fuori dal servizio pubblico), ma sarà sufficiente effettuare la prescrizione sul normale ricettario utilizzato dai medici. In questo caso il farmacista dovrà conservare copia o fotocopia della ricetta per lo scarico nel registro previsto dalla legge.
     
    2° novità:
    L'altra novità riguarda la tipologia del dolore severo per cui è possibile prescrivere i farmaci palliativi: è stato tolto, infatti, il riferimento alla patologia neoplastica o degenerativa, lasciando così aperta la possibilità prescrittiva per qualunque tipo di dolore acuto.
     
    3) La questione Presidi e il nomenclatore tariffario
    Tra febbraio e marzo presso il Ministero della Salute si è aperto un Tavolo tecnico sul tema dei presidi, protesi ed ausili. Dal Tavolo è emerso un testo presentato oggi in  Senato nel corso del convegno ''Presentazione di una proposta per l'assistenza protesica". La proposta di revisione del Nomenclatore prevede un' offerta tecnica piu' attenta alla qualita' della vita delle persone diversamente abili ed una maggiore autonomia dei professionisti sanitari nell'individuazione del dispositivo protesico da progettare, realizzare ed adattare al paziente.
     
    4) Una buona pratica: in Toscana certificati Inps on line
    Certificati medici on line e pratiche per l'invalidità civile più veloci. E' l'obiettivo dell'accordo tra Regione Toscana e Inps. Per saperne di più, contattare la Regione.
     
    5) Una buona pratica: in Emilia Romagna linee guida per la misurazione della qualità percepita del malato cronico
    La Regione Emilia ha predisposto un questionario per la misurazione della qualità percepita del malato cronico, che prevede cinque macro sezioni: personale, coinvolgimento nel percorso di cura, cure e trattamenti, accessibilità e ambienti). Potete saperne di più consultando il Dossier 127:
     
    Un saluto a tutti voi e buone vacanze,
     
    Maria Grazia D'Argento
    Responsabile

    Il Nuovo Quotidiano di Puglia 25.06.2006

    Et voilà, arriva il Governatore e spuntano letti e nuove salette

    Ma una paziente avverte Vendola:

    «E’ solo fumo negli occhi»

    Dopo le proteste dei malati, "blitz" all'Oncologico de presidente della Regione. Impegni, promesse, ma per finire la struttura servono 5 milioni 1 euro

    di M.CLAUDIA MINERVA

    Le continue lamentele di que­sti ultimi giorni e la rivendicazio­ne del sacrosanto diritto alla salu­te, un primo risultato l'hanno prodotto: la visita al Padiglione Oncologico del "Vito Fazzi" di Lecce del presidente della regio­ne Puglia Nichi Vendola, ieri nel Salento anche per inaugurare il reparto di Oncologia dell'ospe­dale di Gallipoli. I pazienti e i lo­ro parenti hanno invitato il go­vernatore a non fermarsi alle ap­parenze, a guardare ben oltre la patina d'oro che puntuale am­manta le visite ufficiali, riducen­dole spesso in una bella, quanto inefficace, passerella politica. Il perchè di tale richiesta sembra perfino superfluo ripeterlo, giac­ché riguarda sempre i soliti pro­blemi legati ad una sanità che ar­ranca e che non riesce a volare alto come quella del Nord Italia, per esempio, nonostante gli sfor­zi dei direttori generali delle Ausl.

    Ma il governatore della Pu­glia ha tranquillizzato tutti, so­prattutto quando una giovane donna - promotrice nei giorni scorsi di, una petizione in cui si lamentavano diversi disagi nei reparti di Oncologia, Ematologia e Radioterapia - facendosi largo tra la folla, si è piazzata di fron­te, a Vendola e gli ha detto chia­ro e tondo: «Caro presidente, .non vorrei che le buttassero fu­mo negli occhi, facendole crede­re che ci siamo lamentati per nul­la, giacché sapendo della sua vi­sita hanno cercato di migliorare la situazione, approntando , altre due salette per i malati che ogni giorno attendono ore in condizio­ni inaccettabili per poter fare la terapia. Restiamo sempre profon­do Sud». Determinata, anche in questo caso, la risposta del presi­dente: «Se la situazione migliora in base ai miei sopralluoghi, allo­ra vorrà dire che verrò qui ogni mese per ascoltare i vostri biso­gni».

    Quel che ha voluto dire Ven­dola, approfondendo il discorso durante la conferenza stampa, è che si parla sempre di grandi programmazioni, ma spesso i problemi potrebbero risolversi solo con un po' di buon senso. «Vorrei fare una raccomandazio­ne, anche se è la parola sbagliata per quest'ambiente: il più delle volte ragioniamo sugli investimenti per programmare grossi in­terventi strutturali, ma quando gi­ro nei reparti i pazienti suggeri­scono soluzioni più semplici e anche poco costose, che meritano solo una certa attenzione. Con questo voglio dire che dobbiamo riuscire a trovare un modo per cui questa interlocuzione non sia solo esplosione di lamenti, ma incisiva sulla nostra programmazione di lavoro».

    E dopo la ricetta, anche la medicina.

    «Ad esempio – ha spiegato Vendola – se c’è affollamento per la terapia, basta organizzare turni diversi di lavoro. Così come pu­re, comprare una poltrona attrez­zata che consenta, durante i tem­pi di attesa dopo la chemiotera­pia, di dare qualche sollievo al paziente, si compra. Non c'è bi­sogno di grandi programmazioni per ovviare a questi piccoli disa­gi. Basta il buon senso. Voglio rassicurare sulla mia disponibili­tà a cercare di risolvere i proble­mi; oggi la visita all'Oncologico non è stata solo passerella, ma interlocuzione sulle cose che.ac­cadono e su come possiamo esse­re operosi per migliorare tutto. Soprattutto, bisogna rompere il primato di una cultura affaristica, che strumentalizza la malattia, ma per farlo opporre tempo».

    Di fatto per completare l’attivazione del Padiglione Oncologico occorrono quasi 5 milioni di euro, esattamente 4.726.000 (al­lestimento completo di dotazioni tecnologiche, realizzazione di 20 posti letto per la degenza ordina­ria, attrezzature di laboratorio, acquisto attrezzature, e quant'al­tro). Ed è per questo che l'asses­sore regionale alla Sanità Alber­to Tedesco ha invitato il diretto­re generale della Ausl Le/1, Gianluigi Trianni, a formulare la richiesta di fondi con un atto de­liberativo dell'azienda «perché - ha sottolineato - stiamo cercan­do di ricontrattare con il Ministe­ro le risorse perse (16 milioni di euro), ma è necessario che i pro­getti siano subito cantierizzabili. Proprio mercoledì prossimo avre­mo un incontro a Bari con i tec­nici del Ministro e terremo con­to anche dell'inserimento di Lec­ce. Del resto, la visita di oggi è servita a puntualizzare lo stato dell'arte di questa struttura, nel­l'ambito di un potenziamneto complesivo avviato dal nostro governo».

    Intanto, per l'immediato futu­ro, una novità: l'avvio dello scre­ening sul tumore della mammel­la (richiesta avanzata dal profes­sor Federico, coordinatore del progetto che mira a creare una rete oncologica salentina). Men­tre si preannunciano tempi un po' più lunghi per la Tac-pet, una macchina più sofisticata, in grado di evidenziare le cellule neoplastiche attraverso la sommi­nistrazione nei pazienti di gluco­sio.

    Dopo la visita di ieri, una cosa è certa: per il governatore pugliese i diritti dei malati avranno priorità su tutto. «Certo, non abbiamo la bacchetta magica – ha detto Vendola prima dei saluti -, ma bisogna pensare che prima c’era solo il deserto, invece adesso si comincia a parlare di una rete oncologica salentina e pugliese. E non è poco».